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Casa in formazione

Oggi ho una nuova stanza... una nuova casa e una vita mista, fra il nuovo il vecchio, il possibile e l'inimmaginabile. ..
la mia nuova stanza da letto è bianca e blu
con odiose piastrelle anni sessanta e un enorme (ma piccolissimo per me) armadio a muro a parete con le cornici blu sul bianco) 
è una stanza che potrebbe essere bella a patto che fosse ordinata
e come si fa a chiedere a me di essere ordinata? e all'altro inquilino??
e no.. non ci siamo
due cassettiere antiche grosse ingombranti e panciute non riescono a digerire tutte le robe che vorremmo stiparci dentro
il letto a baldacchino moderno circonda i nostri sogni come sempre, due lampade modernissime turchesi a illuminarci, 
un comodino solo... 
non per me 
io ho una torre verticale di libri a cui rubare un paio di ripiani per appoggiare il necessario, sveglia crema fazzoletti cellulare 
i miei quadri sono sparsi in giro sotto l'enorme lampadario impero che ha visto Napoleone danzare con qualche sinuosa dama sotto i suoi cristalli ed era sopravvissuto benissimo sino a quest'ultimo trasloco che l'ha lasciato ferito e tutto storto e sporco
illumina gli amanti sul letto, china nera e sesso, che stupiscono i visitatori abituati a croci o madonne (come se il letto fosse sacrestia.. ma che scherziamo?? ?)
una vela ripiena di conchiglie apre una finestra al mare e l'ultima tela che ho dipinto una barca a vela blu e una donna che bacia una sirena sbadiglia attendendo la cornice appoggiata di fronte... 
una tenda recuperata da tre o quattro case fa vela la finestra, è disegnata come una foresta di nebbia bianca, specchio del parco vero che illumina di verde le finestre del salotto facendo quasi dimenticare che questa è una casa di città. la tenda scende e nasconde, tutto quel che sta ammucchiato sotto la finestra così come il letto allarga le zampe a nascondere altri misfatti.
e il resto della casa?
è ancora un turbine, di libri che rotolano dalle mensole e soprammobili nascosti, di casse che si gonfiano come rospi in corridoio sbattendo l'incauto contro le librerie, di orologi a pendolo maltrattati e candelieri di cristallo terrorizzati. La gatta miagola rinchiusa nei suoi appartamenti insieme a mia figlia che canta i suoi sogni.
la cucina è un arlecchino, piattaie quadri antichi rami pentole e papere
il salotto naviga scontroso intorno al mio angolo di studio, il paravento stiracchia le dorature cinesi e il pianoforte si annoia con il tavolino di lacca sopra le spalle
siamo ancora così tutti confusi
possibilità aperte e energie in calo
ma all'ingresso sul soffitto un cielo aborigeno mi parla della Nuova Zelanda da raggiungere e mi rende il sorriso
Enrica ancora in alto mare 

Pubblicato il 4/10/2008 alle 7.41 nella rubrica Diario.

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