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una RIGA NERA
per sottolineare
per cancellare
per evidenziare
una RIGA NERA
al centro di un prisma
dove passa la luce
e i colori si dividono
una RIGA NERA
_________________

il manifesto dell'arte da mettere da parte

Scrivere come vivere
nel senso del scrivi come mangi, 
come ti incazzi e come
compri...
scrivi per essere te stesso
e non per essere
un codificato
(intellettuale, umorista,
di destra, di
sinistra,
laziale, romanista,
pessimista, ottimista)
essere... 
io sono spesso amara nelle poesie,
buffa nelle mail,
menestrello di storie e di trame nei romanzi 
e più
libera e stramba nei racconti,
surreale negli articoli d'arte


e acida in quelli di politica...
non mi è mai piaciuto sentir dire 
di uno scrittore è
uno "serio"
e vederlo mortificato così
solo nel
settore barbe cravatta e pipa...
(a me piacciono i
sigari! vedi foto!)
mica uno è sempre 
tutta la vita
eternamente


"impegnato"... 
persino Madre Teresa di Calcutta ogni
tanto avrà detto una barzelletta 
o tirato un accidente
a qualche imbecille... 
mica se pò fare la santa a
tutte le ore!!!
insomma rivendico la possibilità 
di scrivere a secondo
del proprio stato d'animo... 
e se voglio scrivere
Harmony sono cavoli miei...
 
va bene come manifesto???



alla domanda
"descrivi Enrica con una parola!"
hanno risposto:

(Laura) SOTUTTODITUTTOUNPO'
(Gio) POLIEDRICA
(Mary) GOLOSA
(Niki) SORPRENDENTE
(Miki) SFOLGORANTE
(Adriana) INFONDOALMARE
(Giorgio) CAOTICA
(Aurora) INCREDIBILE
(Finella) ARTISTA
(Cla') ECLETTICA
(Barbara) ANONIMA....


 

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18 dicembre 2008

Racconti della crisi: Una tigre nel cuore

--- 
"La preghiamo di volerci richiamare con urgenza al numero…." 

Un colpo al cuore. 
Un ruggito che sale, che colma ogni spazio libero, che solletica i timpani e la gola, che invade l'anima, e lei… ma esiste poi l'anima? 
Insomma… sotto lo schiaffo di quella voce gelida e ferma, deformata dalla segreteria telefonica l'autocoscienza tremola perdendo i confini e consistenza. 
Cosa è accaduto ancora… 
Queste sono le parole stanche che non sfiorano neppure le labbra.. vengono rimangiate subito d'istinto… è inutile interrogarsi sugli eventi, sulle disavventure, sui disastri… solo e unicamente una perdita di tempo… bisogna agire… non piangere sul latte versato… che poi da solo il latte si è mai versato? 
Alzare la cornetta, rifare il numero appena scandito e frettolosamente annotato su un angolo di carta stropicciato quanto il tuo amor proprio, e parlare. 
Parlare. 
Semplice… non è… 
Voce calma distaccata gentile, non spaventata e non infastidita… leggermente… stupita? 
Si, stupita… stupito è il tono giusto per chiedere con aria di non saperne nulla cosa sia successo, ma non "stupido"… "stupito"… strano come una sola lettera possa cambiare il significato a tal punto da far perdere la faccia e la tranquillità ad un essere umano. 
Ma dentro, dentro nel profondo del cuore ti senti dilaniare a brano a brano. 

Tu lo sai bene cosa hai fatto… 
Hai piena coscienza dell'assegno a vuoto, della rata non pagata, dell'accredito mancato… 
I tuoi peccati li conosci. 
Lo sai… 
Oh! se lo sai quello che l'impiegato dall'altra parte del filo sta per dirti… 
Ma non devi sapere, devi fingere di vivere in un mondo in cui la spesa vien recapitata gratis da gentili bestioline verdi. Dove si va in giro nudi e senza scarpe, non bisogna mai andare da nessuna parte e non ci son bollette della luce/gas/telefono, e le vacanze non esistono perché non vi è ragione che ci siano. Dove si vive e basta, non si deve anche cercare prima di sopravvivere. 
E invece no. 
L'impegno quotidiano che ti stacca la pelle dai muscoli e i muscoli dalle ossa è proprio nel comune affanno per la sopravvivenza e tu… tu tanto sereno e ilare…beh! proprio tu a questo gioco che non è tale proprio non ci sai fare! 
T'avessero almeno fatto allenare. Insegnato le regole, spiegato! 
No…. Troppo facile, no… 
A scuola si son dati da fare con date e equazioni astratte, con lingue morte e imbecillità vive ma di corsi di sopravvivenza niente… neppure l'ombra… 
Un tempo… un tempo si usava per lo meno… come le chiamavano? 
Le "applicazioni tecniche" .
Ultimo rimasuglio dei rudimenti artigiani che venivano impartiti per ordine divino anche a chi non aveva bisogno di imparare a costruirsi una casa o a cucire un grembiale. 
Ma ora… ora non c'è più nulla… 
Nessuno che ti spieghi come si paga una bolletta, cosa accade se non hai i soldi per pagarla e come fare il calcolo per far si che questo continuo rincorrersi di spese e guadagni diventi qualcosa di diverso che un folle giro di ottovolante che inghiotte magicamente ogni velleità anche solo di guardare ciò che ci sta intorno. 
Economia domestica…. 
Per le nostre nonne era come fare le conserve senza botulino, rammendare le lenzuola, rivoltar cappotti… o usare l'acqua del riso per inamidar camice… 
Gesti faticosi che riempivano i minuti, che rendevano le giornate colme di piccoli essenziali particolari, sfaccettate come gioielli, varie ed uguali come le gocce di pioggia. 
Ma ora non c'è nulla di tutto questo. Nulla. 
Per sopravvivere non servono muscoli o astuzia di cacciatore. 
Non sono mille gli stratagemmi dentro l'uomo ma mille trappole che lo stesso uomo ha sparso a piene mani per le sue ben pavimentate strade a creare la differenza. 
Se vuoi sopravvivere allora devi inventare, provare e riprovare, cozzare la testa mille e mille volte contro i vetri degli sportelli di banche e uffici postali, contro i prezzi dei negozi e i ritardi degli mezzi pubblici. 
E ora respiro. 
Respiro fondo e profondo, sin alla radici del tuo cuore, là dove dorme la tigre, dove deve dormire… 
Controllare il tono della tua voce richiede tutta l'attenzione possibile e quando lei… la tigre del tuo istinto basilare è viva l'istinto è di sbranare, di uccidere e di distruggere. 
Quindi deve assopirsi e tacere. 
È essenziale che il tizio che si sta guadagnando i soldi per pagare le due ore di cinema il sabato o la rata della macchina nuova non capisca che tu le stesse cose non te le potresti permettere. 
Perché altrimenti per la perversione propria dell'animo umano farà di tutto per distruggerti qualsiasi possibilità. 
È il sano richiamo della foresta… la legge del più forte… l'istinto naturale di primeggiare nel branco che vien fuori in questo caso… troppo dolce la possibilità di poter tenere per le palle qualcuno come di solito tengon te… 
Quindi niente lamenti o piagnistei, un aria regale… 
Desiderava? 
Si, sono io… 
Cosa? 
Incredibile! Dovrò controllare… 
Ma non con l'aria minacciosa se non van loro a controllare e sono guai! Uff… 
Un corso di attore… ecco quello per lo meno te lo avrebbero potuto far fare. 
Sfumature della voce, scelta di parole adatte, psicologia spicciola da venditore di auto… 
Cosa serve per creare l'alchimia che permette ad un uomo di tirarsi fuori dalla melma e respirare? 
Son tutti geni quelli che vedi partire sereni per il week al mare, bene attrezzati, con i vestiti sportivi ultimo modello strinati dalla giusta dose di usura e salsedine da non farli sembrare crocchianti come uno spinnaker nuovo. Quelli che vanno al cinema ogni due sere o tre, in pizzeria, a far l'amore, e tu coglione guardi la televisione? 

Ma certo non si preoccupi… controllerò gli estratti… certamente ha ragione. 
Vengo... vengo a versare ma facciamo per domani? primo pomeriggio però! 
La mattina è tutta bloccata capisce? 
No, no, non si preoccupi, nessun problema e poi e stata gentilissima… questo il suo lavoro, ci mancherebbe! 
È andata… 
Versare.. 
Versare il sangue non sarebbe sufficiente ma… lo dovrai fare. 
Mezza giornata di respiro… e poi… e poi… come la canzone… ancora…. e poi… morire? 
No. 
Non ancora almeno. Il colpo di fortuna che non c'è mai, che prende sempre il tuo vicino… ma lo prendesse pure… così chiedo i soldi a lui che è un mani bucate, un tontolone! 
Quella manna dal cielo che non si sa come abbia fatto ad arrivarci… eppure a volte c'è e tu lo sai potrebbe ben cadere… inumidire il tuo volto di lacrime, di sollievo, di gioia, di follia… 
Ma non ci contare. 
Non è mai caduta qui quella roba speciale, solo pioggia grigia e grandine e già la neve son giorni di festa da ricordare, tu lo sai… 
Le mani ora fremono come foglie, le ginocchia si sciolgono pian piano, i denti stridono, sabbia di vetro la saliva. 
R e a z i o n e 
Il sudore che aveva scivolato gelido scavando il gran Canon del Colorado sulla tua schiena ora si è d'improvviso asciugato sotto l'effetto incrociato del gelo/calore che ti ha attraversato il corpo, ma dei pistoleri e degli indiani in bianco e nero qui nella stanza non vi è traccia. 
Ti guardi allo specchio e sei ancora lì. 
La tigre che ruggisce nel tuo cuore è ancora ben nascosta sotto la maglia della salute.
Sei vivo 
Sei vivo 
Sei vivo 
Anche se daresti la vita per non esserlo 
per essere solo un manga… 
un cartone… 
un pallido riflesso… 
un'illusione. 


Enrica Paresce


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permalink | inviato da riganera il 18/12/2008 alle 8:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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