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una RIGA NERA
per sottolineare
per cancellare
per evidenziare
una RIGA NERA
al centro di un prisma
dove passa la luce
e i colori si dividono
una RIGA NERA
_________________

il manifesto dell'arte da mettere da parte

Scrivere come vivere
nel senso del scrivi come mangi, 
come ti incazzi e come
compri...
scrivi per essere te stesso
e non per essere
un codificato
(intellettuale, umorista,
di destra, di
sinistra,
laziale, romanista,
pessimista, ottimista)
essere... 
io sono spesso amara nelle poesie,
buffa nelle mail,
menestrello di storie e di trame nei romanzi 
e più
libera e stramba nei racconti,
surreale negli articoli d'arte


e acida in quelli di politica...
non mi è mai piaciuto sentir dire 
di uno scrittore è
uno "serio"
e vederlo mortificato così
solo nel
settore barbe cravatta e pipa...
(a me piacciono i
sigari! vedi foto!)
mica uno è sempre 
tutta la vita
eternamente


"impegnato"... 
persino Madre Teresa di Calcutta ogni
tanto avrà detto una barzelletta 
o tirato un accidente
a qualche imbecille... 
mica se pò fare la santa a
tutte le ore!!!
insomma rivendico la possibilità 
di scrivere a secondo
del proprio stato d'animo... 
e se voglio scrivere
Harmony sono cavoli miei...
 
va bene come manifesto???



alla domanda
"descrivi Enrica con una parola!"
hanno risposto:

(Laura) SOTUTTODITUTTOUNPO'
(Gio) POLIEDRICA
(Mary) GOLOSA
(Niki) SORPRENDENTE
(Miki) SFOLGORANTE
(Adriana) INFONDOALMARE
(Giorgio) CAOTICA
(Aurora) INCREDIBILE
(Finella) ARTISTA
(Cla') ECLETTICA
(Barbara) ANONIMA....


 

Diario | le parole che cantano | cronache dalla realtà | la porta per l'altroquando | di rosso e di scarlatto | arteggiandosi | Austenblog | Ricordi |
 
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19 marzo 2007

romanzo in progress in onore di zia jane 2

- Buongiorno... -
Henrietta sorrise gentilmente alle signore che si erano fermate ad aspettarla.
- Buongiorno - Risposero in coro le due sconosciute.
- Per cortesia potreste dirci se questa strada porta alla canonica del reverendo Nichols? - Chiese una delle due. Henriette si affrettò ad annuire.
- Sì, è dopo quella curva in fondo, anch'io sto' andando da lui, sono Henriette Crawfur, di Crawfur House. - aggiunse arrossendo imbarazzata. Probabilmente erano delle ospiti dei Reed, sembravano molto eleganti e londinesi. La dama dal mantello blu scuro le sorrise.
- Credo che qualcuno della vostra famiglia abbia lasciato il suo biglietto da visita l'altra mattina, ricordo il vostro cognome... Sono Jane Bingley e questa è mia sorella Elisabeth Darcy.
Henrietta arrossì ancor più e si ritrovò a balbettare pensosamente mentre le sembrava che il vento freddo le avesse spazzato via dalla mente qualunque frase sufficientemente originale.
- Io... si... penso che... si.... ecco mia madre mi ha detto di averlo fatto. La signora Margaret Crawfurd, si chiama così... lo ha fatto lei perché... mio padre è morto alcuni anni fa e allora...
Elisabeth Darcy la prese per mano mentre infilava il braccio in quello di sua sorella e iniziò a camminare ridendo. - Ci racconterete tutto mentre andiamo avanti... perdonatemi ma fa troppo freddo per rimanere ferme a chiacchierare! Ditemi signorina Crawfurd siete figlia unica? -
- No, no, io ho due sorelle minori. Una di quattordici e di dieci anni...- mormorò Henrietta sentendosi avvampare sempre di più. Nonostante il vento gelido sentiva le mani sudate nei guanti.
- Tre sorelle! Che bello!! Noi siamo in cinque! Hai sentito Eliza?- Esclamò con calore la signora Bingley. Era davvero molto bella, gli occhi chiari splendevano, e un ricciolo d'oro era sfuggito al cappuccio del mantello.
- E sono tutte rosse di carnagione come voi? - la stuzzicò la signora Darcy con una espressione maliziosa.
- Eliza!! Ma che maniere! Scusate mia sorella signorina Crawfurd, mia sorella non è cattiva, solo un po' troppo vivace. Ma immagino che nella sua qualità di "sorella maggiore" lei sappia bene che cosa intendo... - protestò Jane fulminando sua sorella che si limitò a sorridere.
- Le sorelle minori sono una calamità naturale... come la pioggia, la grandine e le pozzanghere... - commentò Elisabeth Darcy senza farsi minimamente turbare dalla disapprovazione della sorella.
- Ma vedi mia cara dolce Jane, con i miei modi sfacciati son riuscita a spegnere il fuoco che stava incendiando le guance della signorina Crawfurd! Ora non si sente più imbarazzata vero? È molto più facile parlare quando non si sta' avvampando. Ditemi possiamo chiamarvi Herriette? Eventualmente se non volete che io lo faccia visto che sono una dama cattivissima può chiamarvi Herrietta la mia Jane? È tutta la giornata che sospira perché non abbiamo conoscenze in questi luoghi e le pesa.
Henrietta non aveva mai pensato che si sarebbe ritrovata a ridere sino alle lacrime su una strada battuta dal vento in compagnia di due sconosciute. Ma stava proprio facendo questo.
- Chi... chiamatemi Henrietta... - Balbettò cercando di frenare le risate.
Le due sorelle trovarono la cosa molto buffa e fu fra continui scoppi di allegria che il terzetto arrivò sino al cancello della canonica.




permalink | inviato da il 19/3/2007 alle 14:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

17 marzo 2007

romanzo in progress... in onore di zia jane

 

Il sole mi solletica il naso e mi sveglio, no.. il cielo è ancora grigio, sono solo i capelli di mia sorella Victoria che son sfuggiti alla treccia per la notte. Tiro fuori un piede dalle coltri... brrr... è freddo! Il camino si deve essere spento durante la notte, avrei dovuto controllare meglio la legna!Prendo coraggio scosto le tende del letto e scivolo giù. Saltello sino al camino avvolta in un vecchio scialle, i piedi infilati nelle ciabatte che la zia Augusta mi ha regalato a natale, ravvivo le braci e metto un altro ciocco...
Rimango accocolata per scaldarmi, mentre Victoria continua a dormire abbozzolata nelle coperte senza dar segno di aver sentito. Ma è noto che Victoria è un ghiro!
Intravedo attraverso i vetri un uccellino simile ad un gomitolo con le ali che batte e batte il suo becco sul legno vecchio della finestra. Quella della nostra camera da letto è veramente vetusta, quest'ala della casa è elisabettiana, e la nostra finestra ha ancora gli spessi vetri molati che si usavano un tempo, e lascia passare un sacco di spifferi.
La mamma continua a sospirare, soprattutto quando andiamo in visitata dal signor Tompinks che ha cinque anni fa a comprato casa qui vicino e l'ha dotata di tutte le comodità, ma con tre figlie da maritare certe spese non si riesce proprio a farle...
La camera si è scaldata, ed è tempo di muoversi, mi avvicino alla toletta, metto l'aqua fredda nella conca e mi sciacquo il viso, tata Kelly diceva sempre che fa bene all'incarnato, ma non è che mi piaccia molto, quindi vado a mettere la brocca accanto alla fiamma. A me piace pulirmi, ma non con l'acqua fredda!
Tiro fuori gli abiti per la mattina , la mamma mi manderà dalla signora Percy a ritirare i vestiti per Clementine, appena fatta colazione, me lo ha chiesto ieri! Le toccan sempre quelli rigirati miei e di Victoria, poverina. Ma la Percy è proprio brava come sarta, e non costa molto, chissà potrebbe aver finito anche il mio vestito da ballo!
Non vedo l'ora di indossarlo.
Lo zio Henry è stato un tesoro a regalarmi quella splendida pezza di seta indiana per Natale. In effetti è proprio una fortuna che proprio lui sia il mio padrino, Victoria è proprio sfortunata ad avere come madrina e padrino la cugina Ashcombe e suo marito, a Natale le han regalato un libro di sermoni!
Con quell'abito dovrei riuscire a farmi notare al ballo dei Reed anche se ci sarà Elisabeth che può mettersi anche un sacco per le patate adosso e rimane la più bella ragazza della contea.
Mamma conta molto che io faccia un buon matrimonio. La cosa mi mette piuttosto in agitazione. Se l'Honourable Steele dovesse staccarsi dalla contemplazione estatica dei biondi capelli di Elisabeth per volgersi a me... non potrei mai, mai sposarlo!
Solo il pensiero di quella sua faccia grassa piena di venuzze, no, no...
Basta quel pensiero a farmi passare la gioia per l'abito. Per scuotermi di dosso l'angoscia continuo le abluzioni, infilo corsetto e sottogonna e mi infilo un vestito di lanetta blu.
I miei capelli non sono un problema, troppo lisci per formare grovigli come quelli di Clementine. Capelli poco eleganti, così fini e dritti che il ferro finisce sempre per bruciarli invece che arricciarli.
Approposito dovrò proprio studiare un'acconciatura adatta per il ballo. Magari dalla signora Percy potrò sbirciare il nuovo numero di Ladies magazine, bisogna che mi ricordi di portare il quadermo da disegno per poter eventualmente copiare qualcosa.
Sono pronta, sento nell'aia il fattore che apre la stalla e Jinny (la fantesca più giovane) che fischietta mentre ritorna dal pollaio con le uova per le colazione.
E' tempo di scendere, sicuramente la mamma sarà già in sala.
- Oh come sono stanca, Dawson!

La signora Margaret Crawfurd lasciò che la sua anziana cameriera personale (ultimo residuo delle comodità a cui era stata abituata in gioventù) le stringesse i lacci del corpetto e chiudesse la lunga sfilza di bottoncini sulla schiena del suo abito da mattino.
L'anziana domestica si affrettò a rassicurare la sua signora.
- Questo tempo gelido vi fa sentire stanca signora ma sono sicura che una bella colazione vi farà sentire subito meglio. La signorina Henrietta è già scesa in sala e vi sta' aspettando.
Con un sospiro la signora di Crawfurd House si avviò verso il primo piano. Mentre scendeva lentamente i gradini le sue labbra si strinsero di irritazione nel vedere le tracce della povertà che deturpavano la bellezza della casa del suo defunto marito.
Era davvero intollerabile che quelle tende fossero così lise, e i quadri che ornavano le pareti stavano diventando così scuri da far risultare quasi indistinguibile il soggetto. Certo era un pensiero poco cristiano ma quando si trovava a constatare lo stato di degrado di ciò che la circondava non poteva fare a meno di ripetersi che l'incidente che aveva causato la morte del suo povero John fosse stato una benedizione, almeno in quel momento lui non aveva ancora perso al gioco anche quella ultima proprietà, cosa che avrebbe gettato lei e le sue figlie nell'indigenza.
Se la rendita legata alla proprietà fosse stata migliore... Ma non avrebbe avuto senso illudersi e sognare. Lei aveva ancora parte della sua dote, ma le ripugnava usarla per sostituire tende o risistemare finestre, era necessario avere un fine, questo le aveva scritto suo fratello Henry dall'India dove era riuscito ad accumulare una notevole ricchezza, concentrando le proprie energie e le proprie risorse su un fine ben preciso si poteva arrivare alla vittoria. Alla tragica morte di suo marito, quando aveva capito che sarebbe toccato a lei guidare la famiglia Margaret si era concentrata su questo ed era arrivata alla conclusione che solo un matrimonio conveniente avrebbe reso lustro alla casata dei Crawfurd e reso a lei e alle sue figlie il giusto posto in società!
Dopotutto erano imparentate con un Duca!
Non erano certo nullità ignote come erano state le sorelle Gunning che tanto scandalo avevano causato durante la sua gioventù,
Henrietta, la maggiore delle sue tre figliole la stava attendendo in sala intenta a controllare il piatto appena portato dalla cucina.
- Mamma! Come siete graziosa questa mattina! Questo taglio vi dona tantissimo, dovreste farvi sistemare anche qualche abito da sera in questa foggia! - Esclamò allegra andandole incontro per deporle sulle guance due baci.
Margaret si ritrovò a sorriderle, dimenticando immediatamente il disappunto e il malessere di poco prima. - Ben svegliata! Grazie per i complimenti ma non penso proprio che sia il caso di spendere i nostri pochi soldi per abbellire me... prima, mia cara, intendo occuparvi di voi tre.
Con un sospiro scivolò elegantemente a sedere, sua figlia le si affaccendò intorno per servirla. Era una ragazzina graziosa, certo non una vera Bellezza, ma piacevole e garbata, forse un po' troppo indipendente e ostinata ma non indisponente.
Tutte e tre le sue figlie avevano ereditato dal padre i capelli di bel castano scuro, ma mentre Victoria e Clementine avevano i capelli mossi Henrietta li aveva disperatamente lisci, cosa che non era affatto alla moda!
- Bisogna assolutamente studiare un'acconciatura nuova per la festa... - Mormorò la signora Crawfurd affranta osservando una ciocca liscia e dritta ondeggiare dopo essere sfuggita dispettosamente al nodo in cui sua figlia aveva legato i capelli.
- Oggi dalla signora Percy sfoglierò un po' di riviste, lo sapete mamma che è sempre informatissima, porterò con me matita e quaderno dei disegni per compiare qualche acconciatura.
Margaret sorrise da sopra l'orlo della tazza. Brava ragazza la sua Henrietta! Ogni tanto si cacciava nei guai con la sua attitudine a cercar di trovare da sola soluzioni ai problemi che incontrava, ma aveva sufficiente buon senso per non causare inconvenienti veramente gravi. Certo se avesse letto meno o se la cugina Mildred che fungeva da istitutrice per le tre ragazze fosse stata in grado di controllare i libri che sceglieva Margaret si sarebbe sentita più serena. Ma dopo il passo falso dell'anno precedente mentre era a tavola dagli zii... Si sentiva ancora arrossire al ricordo!
Francis, il figlio minore degli zii Norton che si stava facendo onore a Oxford aveva parlato dei suoi studi, e quella sventata di Henrietta aveva detto che lei trovava stupende le opere di una poetessa greca Saffo, tanto scandalosa di costumi che il suo nome era noto persino a lei!
Per fortuna che la cosa era rimasta in famiglia, anche se più tardi aveva provveduto a redarguirla aspramente e a diffidarla dal parlare alle sorelle di letture tanto scandalose. Margaret però da allora non si era più sentita molto tranquilla su quello che sarebbe potuto uscire dalle sconsideratissime labbra della sua figliola.
Sfortunatamente non aveva potuto impedirle l'accesso alla biblioteca per più di un mese. Henrietta si era talmente immalinconita da farle temere per la sua salute!
Fortunatamente quest'anno le era sembrata un po' più interessata agli svaghi più adatti ad una fanciulla di buona famiglia.
Victoria osservò con invidia sua sorella Henrietta che saliva sul calessino con il fattore per recarsi al paese, sarebbe stato meraviglioso passare la mattina a parlare di abiti e acconciatura invece di rompersi la testa su la storia, l'arte, la matematica e pestando note sul vecchio pianoforte scordato della nursery.
Meno male fra un paio di anni sarebbe toccato a lei fare il suo ingresso in società. Sarebbe andata ai balli, alle scampagnate, alle serate musicali...
Certo se qualche parente si fosse deciso a invitare a Londra Henrietta o lei quando fosse venuto il momento sarebbe stato meraviglioso! Sfortunatamente l'unico parente che si preoccupava del loro futuro, lo zio Henry, padrino di Henrietta viveva in India, e nonna Constance e viveva a Londra non aveva mai dato segno di volersi occupare del sue nipotine.
La cugina Mildred tossicchiò per richiamare la sua attenzione sul libro che Clementine stava leggendo con voce cantilenante. Victoria sospirò, ancora un anno, solo un anno e poi sarebbe stata tutta un'altra vita.

La signora Percy salutò la signorina Crawfurd, e si affrettò a tendere l'ordinazione che aveva preparato alla signora Muffin, la corpulenta signora che gestiva il locale negozio di stoffe e nastri.
- Signorina Crawfurd, buongiorno! Gli abiti di sua sorella sono pronti e il suo vestito necessita di una seconda prova. È stata gentile a venire qui, sarei venuta a Crawfurd House nel pomeriggio io stessa.
- Non è stato assolutamente un disturbo signora, Burger se portate via subito gli abiti potete anche tornare a casa appena finiti i vostri impegni, io andrò a piedi è una bella giornata anche se è freddo.
- Si, signorina.
Henrietta si volse vivacemente alla sarta appena l'uomo si allontanò con il suo carico.
- Signora Percy vorrei chiederle la cortesia di poter sfogliare le riviste di moda più recenti. Sono molto preoccupata per l'acconciatura. I miei capelli, vedete anche voi, non sono assolutamente alla moda, così lisci e troppo lunghi, ma la mamma non vuole che li tagli. Ho portato con me l'album da disegno per poter copiare qualche idea.
La sarta sorrise comprensiva - Ma certamente! So che la signorina Elisabeth Reed ha intenzione di ornare l'acconciatura con dei fiori finti, rose bianche naturalmente.
- Lei veste sempre di bianco, ma con quella carnagione se lo può permettere. - Mormorò Henrietta portandosi una mano alla gota arrossata. Nonostante sua madre sostenesse che non ci fosse nulla di male ad avere una carnagione dorata come la sua continuava a sentirsi simile ad una contadina di fronte al candore dell'incarnato della Signorina Reed.
- Oh... sicuramente... ma ha sentito le ultime notizie? Alla festa parteciperanno anche il Signor Darcy e il signor Bingley con le loro nuove giovani spose.
Henrietta si riscosse e chiese interessata: - Sono sorelle vero? Dicono che la signora Bingley sia bellissima! Non è strano che il signor Darcy abbia sposato la sorella meno graziosa?
La signora Percy ammiccò divertita - Non sempre un volto da bambola o da statua greca soddisfa i gusti dei signori, soprattutto di quelli sofisticati come il signor Darcy! Mi hanno detto che la moglie che si è scelto facendo tanto indispettire sua zia ha un carattere piuttosto vivace, probabilmente e questo che compensa la sua minor avvenenza.
La giovane donna sospirò con aria sognante. - Vorrei trovare un uomo come il signor Darcy, bello, ricco, aristocratico...
- Con un carattere estremamente spigoloso e orgoglioso... - continuò divertita la sarta.
- E' vero voi lo conoscevate bene!
- Quando era un bambino ero la cameriera personale di sua madre, e si, l'ho conosciuto bene. E' buono d'animo ma nasconde la sua gentilezza con estrema ostinazione, ricordo come sua madre si crucciava di questo suo tratto. Ma non farebbe mai nulla di crudele. Non riusciva neppure a divertirsi come altri bambini che frequentavano Pemberly e le altre dimore dei Darcy infastidendo gli animali. Era un bimbo molto sensibile... - La signora Percy prese un aria malinconica mentre ricordava la sua esperienza presso la famiglia Darcy prima di sposarsi.
Poi si riscosse - Ora venite signorina Crawfurt, dovete ancora provare il vostro abito e si sta' facendo tardi. Vi presterò le ultime riviste, potete chiedere Burger di riportarmele domani o dopodomani. No, non è nessun disturbo, così anche vostra madre potrà sfogliarle. -
Comodamente seduta in carrozza, avvolta in una coperta e con uno scaldino sotto i piedi Elizabeth si sentiva come un uccellino nel nido. Il paesaggio invernale scorreva oltre il finestrino.
- Ci siamo quasi mia cara
La voce carezzevole di suo marito le fece nascere due adorabili fossette.
- Mi chiedo come farò a memorizzare tutti i domestici delle vostre dimore! Ho sempre il timore di apparire scortese o superba quando non riesco a ricordare il nome del servitore con cui sto' parlando.
Darcy rise - Elisabeth per prima cosa ricordatevi che sono le "nostre" dimore, e poi non temete di apparire sgradevole! Sarebbe impossibile.
- Temo che voi siate tropo gentile mio signore! Almeno ad una persona sono parsa sgradevole... tanto da considerarmi indegna da accompagnarsi alla mia povera persona anche solo per un giro di danza - mormorò la giovane con aria contrita ma il bagliore ridente dei suoi occhi tradì il suo divertimento nel riprendere quello che era diventato un piccolo dolce gioco fra loro.
- Avete quindi intenzione o moglie di importunarmi su questo frivolo argomento sino a quando sarò incanutito ? - Rispose Darcy con voce contraffatta ridendo apertamente 
- Vi prego! Quando cambiate la voce così il mio cuore palpita, o è solo il desiderio di fare finalmente uno spuntino?
- Non preoccuparti ho mandato un servitore ad avvertire che preparino per il nostro arrivo. Si affretto a rassicurarla Darcy .
- Ma ora ditemi. Chi sono i vostri amici in questo luogo?
- Principalmente la famiglia Reed, che ho frequentato sin dall'infanzia, in effetti sono molto amico di Ernest il fratello minore dell'attuale proprietario di Reed house che ora lavora a londra per il ministero della guerra, mi ha scritto che farà di tutto per essere alla festa di compleanno di sua nipote Elisabeth, e quindi spero proprio che lo conoscerai anche tu. E una persona davvero valida!
- Un'altra Elisabeth? A volte chiedo se tutte le famiglie inglesi non abbiano una Elisabeth in famiglia!
- Forse, ma certamente non come la "mia"

I preparativi del ballo si facevano sempre più frenetici giorno dopo giorno.
La presenza di personaggi londinesi rendeva l'evento ancora più importante e le famiglie del luogo erano in grandi ambasce per timore che i loro abiti potessero apparire campagnoli ad occhi così smaliziati.
Certo il signor Darcy e il signor Bingley oramai si erano accasati, con gran dispiacere di molte madri ansiose di veder ben accasate le proprie figlie, ma le ultime notizie li davano accompagnati da un folto gruppo di amici, le due sorelle del signor Bingley e suo cognato si erano già recati in paese accompagnati da una delle sorelle delle due fortunate spose e da Georgiana Darcy ormai divenuta una graziosissima dama, ma, la notizia più interessante, era che anche il colonnello Fitzwilliam con ben quattro amici scapoli era in arrivo da Londra per presenziare all'evento!
La signora Crawfurd era stata fra le prime dame a lasciare il proprio biglietto a Darcy Manor, ma non si era attesa nessun particolare riguardo. Dopotutto vi erano famiglie più importanti e ben più legate ai Darcy in zona.
- La mamma non pensa che ci faranno visita... - mormorò Victoria mentre cercava di sistemare dei nastri nuovi sulla falda di un cappellino di paglia un po' malconcio.
Clementine sbuffò dal suo angolo vicino alla finestra - Dalla morte di nostro padre tutti ci guardano dall'alto in basso... siamo solo delle pezzenti - piagnucolò appoggiando a terra il ricamo a cui stava lavorando.
- Clementine! Che cosa stai dicendo! Non è assolutamente vero! Non so come ti vengano queste idee! - protestò Henrietta indignata.
- E vero! Me lo ha detto Gwendolen Forbes. Sua sorella avrà un vestito comprato a Londra, rosa ed estramemente elegante, lei dice che solo delle pezzenti come noi si possono andare al ballo dei Reed con gli stracci che fa la signora Percy.- La rimbeccò la sorellina mordendosi il labbro. Avrebbe tanto voluto dare una bella battuta a quella stupida di Gwen Forbes, che la trattava sempre come se fosse stata la figlia del carbonaio, ma la mamma si era arrabbiata moltissimo l'ultima volta che si era accapigliata con quella stupida davanti alla canonica.
- Te l'ho detto mille volte di non dare retta a quella vipera della piccola Forbes. Se perdi la pazienza un'altra volta e la picchi la mamma ti metterà in punizione per mesi! Comunque è davvero incredibile che sia sorella di quell'ochetta bianca di Annabel! Ho sentito persino la signora Reed commentare che se uno fosse un credulone potrebbe pensare che l'abbiano scambiata nella culla! - La redarguì Herrietta scuotendo il capo, e Victoria commentò velenosa.
- Tanto Annabel potrà sfoggiare tutti gli abiti più raffinati del mondo ma rimarrà sempre bassa, sgraziata e bruttina. Elizabeth Reed si è fatta fare molti abiti dalla signora Percy! E i Reed sono molto più ricchi dei Forbes!
- Ma quello di Elizabeth per la festa viene da Parigi! - esclamò Clementine con aria sognante.- Un vestito di Parigi, come sei fortunata Henrietta, dovrai descrivercelo in tutti i particolari... sicuramente sarà qualcosa di magico! - sospirò.
- Sarà fatto di stoffa, esattamente come qualsiasi altro vestito. - disse secca Henrietta, poi appoggiò con fermezza la rivista di moda che stava esaminando sul tavolo della nursery e si alzò. - Vado a fare una passeggiata sino alla canonica, chi vuol venire? -
Le sue sorelle la fissarono incredule - Stai scherzando? Con questo freddo? Non puoi farlo ti verrà il raffreddore e non potrai andare al ballo!
Ma la loro sorella maggiore scosse il capo con aria infastidita e afferrò il mantello e la borsa senza dare loro il tempo di protestare ulteriormente.
L'aria era gelida, ma il cielo era azzurro. Henrietta respirò a fondo deliziandosi mentre sentiva la gola diventarle di ghiaccio. Mentre si avviava sul sentiero spolverato di neve sentì il suo volto distendersi in un sorriso sereno, le piaceva moltissimo camminare in campagna e pregustava il te caldo e le chiacchiere erudite dell'anziano pastore che l'aveva iniziata alla bellezza della cultura classica.
Tutte quelle chiacchiere sul ballo, i vestiti e i signori londinesi la infastidivano ormai. Agitarsi tanto per una cosa così frivola le sembrava... indecoroso... anche se non avrebbe mai detto questo a sua madre. Sicuramente l'avrebbe rimproverata. La mamma aveva riposto molte speranze in quel ballo, troppe secondo Henrietta.
Girando un tornante del sentiero con passo svelto osservò sorpresa le due figure che la precedevano. Il tempo freddo di solito spopolava la campagna. Cercò di capire di chi si potesse trattare. Le uniche signore della zona che avrebbero potuto arrischiarsi a passeggiare in una giornata simile erano la signora Birked o miss Aldiss. Ma non le sembrava fossero loro. I mantelli che ondeggiavano nel vento freddo erano di colori vivaci e riccamente bordati di pelliccia, abiti troppo lussuosi per quelle due anziane signore, anzi nessuno di sua conoscenza avrebbe utilizzato dei mantelli così belli per passeggiare su un sentiero fangoso. Sentendo lo scricchiolio dei suoi passi le vide fermarsi, prima di volgersi a guardarla. Sembravano giovani e molto graziose e anche se non poteva distinguerne bene i tratti sotto i mantelli e le sciarpe con cui si erano imbacuccate Henrietta era sicura di non averle mai conosciute.

 




permalink | inviato da il 17/3/2007 alle 19:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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