.
Annunci online

 
riganera 
riflettendo il mondo intorno
<%if foto<>"0" then%>
Torna alla home page di questo Blog
 
  Ultime cose
Il mio profilo
  Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
  NAUFRAGI
MarkinoBLOG
ASSOCIAZIONE ROMANA STUDI TOLKIENIANI
SCRITTURA FRESCA
TOLKIEN IN MOSTRA
ANKE EISSMANN
DANIEL REEVE
CalibanoBLOG
ilblogdelledomandepoliticheBLOG
RicreazioneBLOG
roswitaBLOG
marinoBLOG
MalvinoBLOG
GalateaBLOG
rosastregaBLOG
  cerca


una RIGA NERA
per sottolineare
per cancellare
per evidenziare
una RIGA NERA
al centro di un prisma
dove passa la luce
e i colori si dividono
una RIGA NERA
_________________

il manifesto dell'arte da mettere da parte

Scrivere come vivere
nel senso del scrivi come mangi, 
come ti incazzi e come
compri...
scrivi per essere te stesso
e non per essere
un codificato
(intellettuale, umorista,
di destra, di
sinistra,
laziale, romanista,
pessimista, ottimista)
essere... 
io sono spesso amara nelle poesie,
buffa nelle mail,
menestrello di storie e di trame nei romanzi 
e più
libera e stramba nei racconti,
surreale negli articoli d'arte


e acida in quelli di politica...
non mi è mai piaciuto sentir dire 
di uno scrittore è
uno "serio"
e vederlo mortificato così
solo nel
settore barbe cravatta e pipa...
(a me piacciono i
sigari! vedi foto!)
mica uno è sempre 
tutta la vita
eternamente


"impegnato"... 
persino Madre Teresa di Calcutta ogni
tanto avrà detto una barzelletta 
o tirato un accidente
a qualche imbecille... 
mica se pò fare la santa a
tutte le ore!!!
insomma rivendico la possibilità 
di scrivere a secondo
del proprio stato d'animo... 
e se voglio scrivere
Harmony sono cavoli miei...
 
va bene come manifesto???



alla domanda
"descrivi Enrica con una parola!"
hanno risposto:

(Laura) SOTUTTODITUTTOUNPO'
(Gio) POLIEDRICA
(Mary) GOLOSA
(Niki) SORPRENDENTE
(Miki) SFOLGORANTE
(Adriana) INFONDOALMARE
(Giorgio) CAOTICA
(Aurora) INCREDIBILE
(Finella) ARTISTA
(Cla') ECLETTICA
(Barbara) ANONIMA....


 

Diario | le parole che cantano | cronache dalla realtà | la porta per l'altroquando | di rosso e di scarlatto | arteggiandosi | Austenblog | Ricordi |
 
le parole che cantano
1visite.

7 aprile 2008

il secchio

  

E buona notte al secchio
perso dentro ad un pozzo,
secco come il deserto
umido come stagno.

Buona notte a ieri
e benvenuto all’oggi
incerto mattutino
sentiero in cui cammino.

Distanze invalicabili
si sono accartocciate
e prove innominabili
di slancio ho superate.

Ma nel centro di me
secchio senz’acqua fresca
risuonano distorte
veglie funebri e feste.

Forse ho trovato il fondo
oppure ancora in volo
precipito nel niente?

Incerta guardo in basso
l’alto del cielo azzurro,
impaurita e abbagliata
osservo lo sprofondo.

Priva di nessi e sensi
volteggio fra alto e basso
certa solo di esserci
sospesa fra un attimo e l’altro.




permalink | inviato da riganera il 7/4/2008 alle 11:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

29 marzo 2008

Giorni grigi

Sono tornata, con un pezzo di carne in meno, con gli stessi problemi di sempre, con un onda di forza dentro che ancora la risacca della vita non mi porta via...
posto questa scritta in Ospedale


Giorni grigi,
ombrosi chiarori scivolano.

Io sono
una sfumatura di rosa
sul bordo di una nuvola vagante,
presagio d’alba,
sospetto di tramonto.

Notti grigie
mentre il cielo di arrotolata ovatta
si scalda e raggela
la terra più in basso.

Io sono
muta stella nascosta
priva di riflesso,
immobilizzata a terra.

Grigia la pioggia,
cristallo infranto tutt’intorno,
Si dilavano
spigoli e timori,
frantumata è la rete del buon senso.

Io sono
folle ninfa di pietra piangente
lacrime non mie.

Azzurro è ora
il tempo e l’universo.
E la terra rotola insieme a noi
in un ristretto giorno di certezze.

Ed io sono
una goccia di rugiada
pronta ad evaporare
sul bordo di quel petalo. 

Enrica Paresce




permalink | inviato da riganera il 29/3/2008 alle 11:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

13 marzo 2008

Prima

Prima..

mangia la coda il gatto
e la salute l'ansia
che tira e tira le lenzuola.

Catene senza fantasma
i pensieri
aspri ma scivolosi e irrequieti.

Una sillaba sola tormenta le meningi
io io io io io

Troppo a lungo trascurata
sgomita la coscienza
insoddisfazione mal digerita
di vita
e vita

Che sto giocando a carte
a dadi
la mia voglia di mettere il naso
più in la'
in quel futuro confuso
che annuso
segugio nella nebbia delle cose
che rotolano e brontolano
come fanno sempre

Ma oggi che sto' perdendo 
il filo d'Arianna del passato
che mi rendeva sicura
d'infelicità standardizzate
non so se strappare il sipario
che mi faceva piangere
o stracciare il biglietto
e abbandonare il teatro
per l'altrove

prima...




permalink | inviato da riganera il 13/3/2008 alle 8:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

4 marzo 2008

Persa

Ma si può aver perso la strada
verso un porto inesistente
e un faro che non conosci
ti inganna, protettore indiscreto
di lucciole che fanno altri mestieri.

Ritrovarsi all'improvviso
in un liquido universo di se fosse
senza approdi o pareti
senza nuvole o scogli
sino a rimpiangere le onde
che ti ricacciavano crudelmente
sale e sale di lacrime in bocca.

Le unghie ben piantate ad un muro
ad un rumore familiarmente odiato
metallico stridere di camion
sobbalzo improvviso di riflesso
al passaggio di un autobus
lanciato dietro al sogno di puntualità
alle spalle scosse di singhiozzi muti
di chi ha sempre visto te la nave senza paura

e tu paura non hai
in effetti
che senza coscienza agiti i tuoi sogni
come uno sciamano i suoi stracci
sperando di piegare le leggi del mercato
gli estratti conto e gli esami medici
in un furioso balletto

mentre senti il battito di un orologio
invaderti il sonno e la veglia
in questo alla rovescia verso l'altro
l'alto
il basso
il fuori
che chiamano vita

e non si capisce perchè



Enrica




permalink | inviato da riganera il 4/3/2008 alle 7:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

13 novembre 2007

Canto invernale

 Vorrei cantare con note che la matematica e il pentagramma non siano in grado di codificare in segni neri e goffi
come vento fra i pioppi farei passare oltre luce, per veder vibrare nidi e ragnatele
ruzzolando via nel sottobosco forse incontrerei negli occhi rosei di qualche rospo di terra la risposta al quesito
che tanto mi turbava da bambina
ballando intreccerei potere
segnando pentacoli con poche gocce di sangue sfuggite ai rovi
e le more farebbero il resto impiastricciando il muschio di violetto
salta verso la luna la mucca della favola
ben più aggraziata di un danzatore derviscio
ruoteranno capelli e idee
per riformarsi in cristalli di neve
e tu che mi guardi ritorneresti a valle
mille anni e mille
dopo aver assaporato il mio sorriso
per disgregarti in cenere
in lente spirali di fumo
valente capitano di una nave tirata in secca dai secoli
per cullare i sonni della dea
che dorme e muore
che vive e sogna
avviluppata nei suo capelli d'alga
e attende
e attendo

Enrica




permalink | inviato da riganera il 13/11/2007 alle 15:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

8 novembre 2007

Stanchi d'amare?

 

e ti scolora il tempo, amore
lasciato troppo tempo appeso fuori
bandiera di questo piccolo paese
dai confini graffiati da zingari e inflazione
 
si consumano gli angoli, deformandomi piano
che mi hai spinta ogni giorno contro il vento
come vecchia barca carica mi muovo lenta
ormai controcorrente, controvoglia, contro....
 
lampi di memoria sovrappongono diapositive
ridipinte in colori vivaci
noi che ci corriamo incontro sotto un cielo improbabile
color speranza ignorante
ero così?
eri così?
 
sembrava così complesso allora
che non conoscevamo ancora
le mille svolte
le mille volte
in cui ci saremmo pestati i piedi
in cui avremmo visto un colore diverso al semaforo
 
ma siamo ancora qui
a tirarci via un angolo di lenzuolo
del colore che amiamo
 
 
 
Enrica




permalink | inviato da riganera il 8/11/2007 alle 16:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

31 ottobre 2007

Cambio di stagione

 

cambio casa
cambio pelle
cambio tempo e tempesta
 
pioveva sangue un giorno
oggi inchiostro nero
le scadenze sulla mia etichetta
son diventate scarlatte d’allarme

i pezzi che perdo non sono più in garanzia
crescono sottopelle le angosce
- ecografia superflua per scoprirne la natura -
gli occhi mi si annebbiano di lacrime
mentre il vitreo cristallizza paure

eppure mentre cammino
anestetizzando i pensieri
con due bottoni di musica sparati nelle orecchie
il cielo non mi cade addosso in schegge
e la terra mi costringe a saltellare
fra buche e botole
palestra troppo frequentata
come se avessi addosso mortali scarpette rosse
 
bisogna cambiare  e proseguire
canta dentro di me la voce che vorrei far tacere
bisogna cambiare e morire
cambiare
come sono cambiata sempre
senza volere




permalink | inviato da riganera il 31/10/2007 alle 11:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

26 settembre 2007

la donna del pianista

 

dedicata a quella che ero un tempo...

Ei fu… siccome un mobile inammovibile
sembrava
piazzato nell'anticamera della mia vita
altezza vita, sulla bocca dello stomaco
volumetricamente ingombrante
più o meno quanto una piramide egizia
stava
fermo lì
immobile
sul banchetto nero e lucido
torturando armonie
per ore e ore
il Pianista

Io ero… una testa costantemente incappiata
in fazzoletti che impedissero alle idee di andare a spasso
seduta
soprammobile di una vita
riempita di note contrastanti
un mal di testa durato sette anni
la donna del Pianista
accessorio meno pregiato
dell'indispensabile del metronomo
ticchettio instancabile nel ricordo

scorrevano gli spartiti
lui suonava
io stavo ad ascoltare
accordi discromatici mi titillavano a volte
di solito però mi attraversavano,
limitandosi a riempire angoli di niente
svuotando quel che ero nel cestino della carta straccia

Ora non siamo più…
solo si erge in salotto
"lui"
la bocca chiusa sulle corde ingranchite
ricoperto da cirripedi incorniciati d'argento
di vasi vuoti
il Pianoforte
senza più voce
sta'
a ricordarmi
che ho buttato sette anni di me
fra gli spartiti
di una vita che non mi apparteneva
ed io
lo guardo
mugugnare in silenzio sulla sua sorte ria
e odio
ogni singolo tasto che lui accarezzava
tocco di seta delle sue dita eleganti
e carico qualche rivista in più
qualche gingillo privo di importanza
sulle sue larghe inutili spalle.





permalink | inviato da riganera il 26/9/2007 alle 16:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

25 settembre 2007

La rosa

 

...e se non fosse l'ora
di andare a far la posa
ferma di fronte al sole
starei come una rosa
per avvizzirmi tutta
grinzosa cosa brutta
per farmi ripiegare
dentro due paginette
priva di cose grette
riposerei tranquilla
come una camomilla
senza pensare ad altro
che profumare il caldo...




permalink | inviato da riganera il 25/9/2007 alle 12:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

22 agosto 2007

tornata senza essere partita

Perchè sono rimasta qui
a guardare
queste cose fra le quali mi sono barricata
cercando un perchè
a questa vita
che ho vissuto
per altri
in altri
attraverso altri
occhi nascosti
da muri di libri
corpo nascosto
da armadi di vesti
oggetti
in cui perdersi
nel cercarne la storia e i perchè
fantasmi
che mi aleggiano intorno
silenti
anima sola
a cui solo la realtà può strappare
il tetto e le pareti
e lo farà
irrevocabilmente
sono rimasta qui
ad ascoltarmi
mentre mi raccontavo ancora
storie, mentre sognavo
mentre amavo chi non c'è
sorridevo estranea a chi è intorno a me
attendendo il vento

enrica




permalink | inviato da riganera il 22/8/2007 alle 15:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
sfoglia
marzo