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una RIGA NERA
per sottolineare
per cancellare
per evidenziare
una RIGA NERA
al centro di un prisma
dove passa la luce
e i colori si dividono
una RIGA NERA
_________________

il manifesto dell'arte da mettere da parte

Scrivere come vivere
nel senso del scrivi come mangi, 
come ti incazzi e come
compri...
scrivi per essere te stesso
e non per essere
un codificato
(intellettuale, umorista,
di destra, di
sinistra,
laziale, romanista,
pessimista, ottimista)
essere... 
io sono spesso amara nelle poesie,
buffa nelle mail,
menestrello di storie e di trame nei romanzi 
e più
libera e stramba nei racconti,
surreale negli articoli d'arte


e acida in quelli di politica...
non mi è mai piaciuto sentir dire 
di uno scrittore è
uno "serio"
e vederlo mortificato così
solo nel
settore barbe cravatta e pipa...
(a me piacciono i
sigari! vedi foto!)
mica uno è sempre 
tutta la vita
eternamente


"impegnato"... 
persino Madre Teresa di Calcutta ogni
tanto avrà detto una barzelletta 
o tirato un accidente
a qualche imbecille... 
mica se pò fare la santa a
tutte le ore!!!
insomma rivendico la possibilità 
di scrivere a secondo
del proprio stato d'animo... 
e se voglio scrivere
Harmony sono cavoli miei...
 
va bene come manifesto???



alla domanda
"descrivi Enrica con una parola!"
hanno risposto:

(Laura) SOTUTTODITUTTOUNPO'
(Gio) POLIEDRICA
(Mary) GOLOSA
(Niki) SORPRENDENTE
(Miki) SFOLGORANTE
(Adriana) INFONDOALMARE
(Giorgio) CAOTICA
(Aurora) INCREDIBILE
(Finella) ARTISTA
(Cla') ECLETTICA
(Barbara) ANONIMA....


 

Diario | le parole che cantano | cronache dalla realtà | la porta per l'altroquando | di rosso e di scarlatto | arteggiandosi | Austenblog | Ricordi |
 
Diario
107052visite.

24 dicembre 2008

I tribunali islamici di casa nostra

DIFENDERSI E' UN REATO

Da oggi giorno della sentenza del processo REGGIANI/MAILLAT difendersi da una aggressione è un atto talmente grave da giustificare una notevole diminuzione di pena (in questo caso dall'ergastolo a trent'anni).
Da oggi  24 dicembre 2008 VIGILIA DI NATALE difendersi, anche se se la vittima è chiaramente impossibilitata a causare danni all'aggressore per evidente debolezza fisica, è una attenuante di grande importanza.
Da oggi, perché oggi, giorno in cui i mezzi di comunicazione sono tesi alla ricerca della notizia più buonista, rosea e zuccherosa possibile questa sentenza NON AVRA' SPAZIO.

CARO BABBO NATALE TI PREGO VORREI 

CHE I MAGISTRATI CHE HANNO SCRITTO QUESTA SENTENZA POSSANO SUBIRE LA STESSA FINE DI FRANCESCA REGGIANI   

Enrica Paresce cittadina privata del diritto di difendersi 

ps
mi autodenuncio: nel 1979 aggredita da un maniaco per strada, per evitare di essere caricata in macchina e stuprata mi sono difesa tirandogli in faccia una pigna... 




permalink | inviato da riganera il 24/12/2008 alle 21:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

18 dicembre 2008

Racconti della crisi: Una tigre nel cuore

--- 
"La preghiamo di volerci richiamare con urgenza al numero…." 

Un colpo al cuore. 
Un ruggito che sale, che colma ogni spazio libero, che solletica i timpani e la gola, che invade l'anima, e lei… ma esiste poi l'anima? 
Insomma… sotto lo schiaffo di quella voce gelida e ferma, deformata dalla segreteria telefonica l'autocoscienza tremola perdendo i confini e consistenza. 
Cosa è accaduto ancora… 
Queste sono le parole stanche che non sfiorano neppure le labbra.. vengono rimangiate subito d'istinto… è inutile interrogarsi sugli eventi, sulle disavventure, sui disastri… solo e unicamente una perdita di tempo… bisogna agire… non piangere sul latte versato… che poi da solo il latte si è mai versato? 
Alzare la cornetta, rifare il numero appena scandito e frettolosamente annotato su un angolo di carta stropicciato quanto il tuo amor proprio, e parlare. 
Parlare. 
Semplice… non è… 
Voce calma distaccata gentile, non spaventata e non infastidita… leggermente… stupita? 
Si, stupita… stupito è il tono giusto per chiedere con aria di non saperne nulla cosa sia successo, ma non "stupido"… "stupito"… strano come una sola lettera possa cambiare il significato a tal punto da far perdere la faccia e la tranquillità ad un essere umano. 
Ma dentro, dentro nel profondo del cuore ti senti dilaniare a brano a brano. 

Tu lo sai bene cosa hai fatto… 
Hai piena coscienza dell'assegno a vuoto, della rata non pagata, dell'accredito mancato… 
I tuoi peccati li conosci. 
Lo sai… 
Oh! se lo sai quello che l'impiegato dall'altra parte del filo sta per dirti… 
Ma non devi sapere, devi fingere di vivere in un mondo in cui la spesa vien recapitata gratis da gentili bestioline verdi. Dove si va in giro nudi e senza scarpe, non bisogna mai andare da nessuna parte e non ci son bollette della luce/gas/telefono, e le vacanze non esistono perché non vi è ragione che ci siano. Dove si vive e basta, non si deve anche cercare prima di sopravvivere. 
E invece no. 
L'impegno quotidiano che ti stacca la pelle dai muscoli e i muscoli dalle ossa è proprio nel comune affanno per la sopravvivenza e tu… tu tanto sereno e ilare…beh! proprio tu a questo gioco che non è tale proprio non ci sai fare! 
T'avessero almeno fatto allenare. Insegnato le regole, spiegato! 
No…. Troppo facile, no… 
A scuola si son dati da fare con date e equazioni astratte, con lingue morte e imbecillità vive ma di corsi di sopravvivenza niente… neppure l'ombra… 
Un tempo… un tempo si usava per lo meno… come le chiamavano? 
Le "applicazioni tecniche" .
Ultimo rimasuglio dei rudimenti artigiani che venivano impartiti per ordine divino anche a chi non aveva bisogno di imparare a costruirsi una casa o a cucire un grembiale. 
Ma ora… ora non c'è più nulla… 
Nessuno che ti spieghi come si paga una bolletta, cosa accade se non hai i soldi per pagarla e come fare il calcolo per far si che questo continuo rincorrersi di spese e guadagni diventi qualcosa di diverso che un folle giro di ottovolante che inghiotte magicamente ogni velleità anche solo di guardare ciò che ci sta intorno. 
Economia domestica…. 
Per le nostre nonne era come fare le conserve senza botulino, rammendare le lenzuola, rivoltar cappotti… o usare l'acqua del riso per inamidar camice… 
Gesti faticosi che riempivano i minuti, che rendevano le giornate colme di piccoli essenziali particolari, sfaccettate come gioielli, varie ed uguali come le gocce di pioggia. 
Ma ora non c'è nulla di tutto questo. Nulla. 
Per sopravvivere non servono muscoli o astuzia di cacciatore. 
Non sono mille gli stratagemmi dentro l'uomo ma mille trappole che lo stesso uomo ha sparso a piene mani per le sue ben pavimentate strade a creare la differenza. 
Se vuoi sopravvivere allora devi inventare, provare e riprovare, cozzare la testa mille e mille volte contro i vetri degli sportelli di banche e uffici postali, contro i prezzi dei negozi e i ritardi degli mezzi pubblici. 
E ora respiro. 
Respiro fondo e profondo, sin alla radici del tuo cuore, là dove dorme la tigre, dove deve dormire… 
Controllare il tono della tua voce richiede tutta l'attenzione possibile e quando lei… la tigre del tuo istinto basilare è viva l'istinto è di sbranare, di uccidere e di distruggere. 
Quindi deve assopirsi e tacere. 
È essenziale che il tizio che si sta guadagnando i soldi per pagare le due ore di cinema il sabato o la rata della macchina nuova non capisca che tu le stesse cose non te le potresti permettere. 
Perché altrimenti per la perversione propria dell'animo umano farà di tutto per distruggerti qualsiasi possibilità. 
È il sano richiamo della foresta… la legge del più forte… l'istinto naturale di primeggiare nel branco che vien fuori in questo caso… troppo dolce la possibilità di poter tenere per le palle qualcuno come di solito tengon te… 
Quindi niente lamenti o piagnistei, un aria regale… 
Desiderava? 
Si, sono io… 
Cosa? 
Incredibile! Dovrò controllare… 
Ma non con l'aria minacciosa se non van loro a controllare e sono guai! Uff… 
Un corso di attore… ecco quello per lo meno te lo avrebbero potuto far fare. 
Sfumature della voce, scelta di parole adatte, psicologia spicciola da venditore di auto… 
Cosa serve per creare l'alchimia che permette ad un uomo di tirarsi fuori dalla melma e respirare? 
Son tutti geni quelli che vedi partire sereni per il week al mare, bene attrezzati, con i vestiti sportivi ultimo modello strinati dalla giusta dose di usura e salsedine da non farli sembrare crocchianti come uno spinnaker nuovo. Quelli che vanno al cinema ogni due sere o tre, in pizzeria, a far l'amore, e tu coglione guardi la televisione? 

Ma certo non si preoccupi… controllerò gli estratti… certamente ha ragione. 
Vengo... vengo a versare ma facciamo per domani? primo pomeriggio però! 
La mattina è tutta bloccata capisce? 
No, no, non si preoccupi, nessun problema e poi e stata gentilissima… questo il suo lavoro, ci mancherebbe! 
È andata… 
Versare.. 
Versare il sangue non sarebbe sufficiente ma… lo dovrai fare. 
Mezza giornata di respiro… e poi… e poi… come la canzone… ancora…. e poi… morire? 
No. 
Non ancora almeno. Il colpo di fortuna che non c'è mai, che prende sempre il tuo vicino… ma lo prendesse pure… così chiedo i soldi a lui che è un mani bucate, un tontolone! 
Quella manna dal cielo che non si sa come abbia fatto ad arrivarci… eppure a volte c'è e tu lo sai potrebbe ben cadere… inumidire il tuo volto di lacrime, di sollievo, di gioia, di follia… 
Ma non ci contare. 
Non è mai caduta qui quella roba speciale, solo pioggia grigia e grandine e già la neve son giorni di festa da ricordare, tu lo sai… 
Le mani ora fremono come foglie, le ginocchia si sciolgono pian piano, i denti stridono, sabbia di vetro la saliva. 
R e a z i o n e 
Il sudore che aveva scivolato gelido scavando il gran Canon del Colorado sulla tua schiena ora si è d'improvviso asciugato sotto l'effetto incrociato del gelo/calore che ti ha attraversato il corpo, ma dei pistoleri e degli indiani in bianco e nero qui nella stanza non vi è traccia. 
Ti guardi allo specchio e sei ancora lì. 
La tigre che ruggisce nel tuo cuore è ancora ben nascosta sotto la maglia della salute.
Sei vivo 
Sei vivo 
Sei vivo 
Anche se daresti la vita per non esserlo 
per essere solo un manga… 
un cartone… 
un pallido riflesso… 
un'illusione. 


Enrica Paresce


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18 novembre 2008

Primo amore Anarchico

Son tornata a pensare a te 
in questa primavera indecisa 
uomo con l'orecchino e il ghigno 
di chi ha vissuto in anticipo 
sulla libertà di parola 
che ti avrebbe consentito ancora qualche giro 
prima che il mondo ti omologasse 
quel vecchio Morini che ci lasciava sempre 
sotto la pioggia a notte 
soffiarci amore sotto una grondaia 
mentre germogliavamo 

e ho sentito sulle labbra il profumo 
di quegli spinelli che io non guardavo 
immersa nello splendore estraneo 
di quella nudità primigenia 
- pelle dorata che mangi una mela a morsi in cucina - 
capelli rossi e lunghi sul collo arricciolati 
occhi verdi di tigre mai domata 

primo amore e ultima illusione anarchica
nel cerchio delle tue braccia livide di buchi 
prima che il mio passo diventasse donna
e la cravatta strozzasse quei futuri 




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16 novembre 2008

E VA BENE... LO AMMETTO!!

E' UNA SETTIMANA CHE HO 


CINQUANT'ANNI

e ancora non l'ho digerito 

BURP

e il mezzo del cammin di nostra vita
ti ruba tutt'un tratto l'illusione
di avere piluccato solo a colazione
amori, odi e volti e luoghi
si son schiariti i ricordi ed i capelli
ed ogni angolo dell'incarto ti ricorda
che hai fatto, hai detto, hai riso
e come acrobata su una vetta bianca
ti giri e guardi da dove sei venuto
e poi d'un tratto non ricordi
da quale lato si va 
da qual si viene

Enrica




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28 ottobre 2008

come uccidere i medici e perché seconda parte

l'Enrica da' il buongiorno.. finalmente medicata e quasi che pacificata... anche perchè ieri ho finito i trattamenti radioterapici e questo è già di per se un sollievo... il professore aveva l'influenza ed è sol per questo che l'ho lasciato vivo... soffriva e gli sta bene...c'è stato un bel pezzo teatrale fra bridget jones e la kinsella su cosa usare per medicarmi fra lui e l'infermiera

perchè l'ospedale pare fosse sfornito di CICATRENE come dire al ristorante manca il sale.. ITALIAAAAAAAAAAAAAA
ufff comunque l'infermeria dai boccoli biondi (sembra l'orsetto di riccioli d'oro che ha scalpato quella rompina della bimba) ha rapinato ad una dottoressa una boccetta di un prodotto che avevano donato solo e unicamente alla suddetta dottoressa (alta longilina e bionda emmmhhh..) durante un convegno senologico
trattavasi di boccettina che il mio professore ha osservato cupo commentando che era roba da profumeria.. e che era umido mentre a me serviva una cosa che seccasse
Ma l'infermiera, all'urlo del "SECCA DOTTO SECCA L'HO PROVATO S'UNA 'RECCHIA (che è risultato in seguito non essere la sua, ma quella di un paziente) sosteneva che non era così
e visto che non vi era altro da usar mi hanno impiastricciata con il contenuto della boccetta una specie di gel rosso ciliegia...
a questo punto ho sbirciato...avevo il capezzolo (e si perchè non solo l'ascella si era stranita... ieri ero veramente alla frutta) tutto rosso..mi son tornate in mente le etere greche che si imbellettavano i capezzoli (anche le donne scandalose della reggenza, la heyer mi pare le citi) e ho commentatoNon so se secchi ma è MOLLLTTOOO SEXXI il CAPEZZOLO ROSSO lacca!! NUOVA MODA!!!dopo di che l'infermiera mi ha guardato al di sotto dei riccioli (avete presente un orsetto vestito di verde menta con una parrucca bionda e lo sguardo fra lo scandalizzato e l'ilare?)
e siamo scoppiate a ridere e il proff (a cui l'influenza deve aver attappato i condotti uditivi)dall'altra parte della stanza che ci chiedeva tutto scocciatoPERCHE' RIDETE PERCHè RIDETE perchè rideteuominimanco una bella risata si sanno fare :-)))))Enrica che cerca di trovare ragioni per farsi due risate anche in situazione desperatos




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27 ottobre 2008

come uccidere i medici e perchè

ho una ustione da radiazioni da film dell'orrore

e non so come pulirla, disinfettarla, curarla perchè nessuno si è degnato di dirmelo
oggi uccido un medico, giuro!
il primo che mi capita sotto tiro
non ci sono parole per definire la classe medica accidenti!

non si spiegano le terapie ai pazienti perchè è una perdita di tempo
non lo si avverte di quello che gli può succedere perchè poi si mette a farti domande
non si spiega al paziente come prendersi cura di se' perché non vale la pena

insomma...sto' nera!
già alla chemio, mesi fa, mi avevano fatto incazzare come una iena
tre dottori tre
uno che mi dice:
dovrà prendere cortisone quando le facciamo questo farmaco sa?
(mugugno di Enrica NO NON LO SO ME LO STAI DICENDO TU ADESSO!!)
secondo dottore:
Deve prendere il cortisone quando faremo questo farmaco 
Enrica preoccupata OK MA QUANDO?
dottore distratto dall'ennesimo squillo di telefonino BEH PRIMA E DOPO NATURALMENTE

terzo dottore: allora domani fa il farmaco si ricordi di prendere il cortisone
ENRICA FUORI DAI GANGHERI QUALE? quale genere di CORTISONE??? 
E QUANDO LO DEVO PRENDERE LA MATTINA PRIMA LA SERA DUE ORE PRIMA 4 dopo??? 

e finalmente il terzo si decise a dare indicazioni stupendosi che nessuno l'avesse fatto....

Ecco questo è il quadro di quello contro cui combatto... mica la malattia noooooo i dottori!
gli infermieri... ne ho beccati una marea in ospedale che non erano capaci di mettere una flebo
per non parlare che quelli che NO DOTTORE NON è USCITO IL FARMACO CHE CAUSA NECROSI NEI TESSUTI ERA SOLO ACQUA FRESCA... LE CINQUE INIEZIONI DI CORTISONE? VOLEVAMO ALLENARCI UN PO' A FAR BUCHI.... FLEBITE? LA PAZIENTE HA UNA FLEBITE? E COME MAI???
CHE PALLLEEEEEEEEE

Enrica incazzata come una vipera




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4 ottobre 2008

Casa in formazione

Oggi ho una nuova stanza... una nuova casa e una vita mista, fra il nuovo il vecchio, il possibile e l'inimmaginabile. ..
la mia nuova stanza da letto è bianca e blu
con odiose piastrelle anni sessanta e un enorme (ma piccolissimo per me) armadio a muro a parete con le cornici blu sul bianco) 
è una stanza che potrebbe essere bella a patto che fosse ordinata
e come si fa a chiedere a me di essere ordinata? e all'altro inquilino??
e no.. non ci siamo
due cassettiere antiche grosse ingombranti e panciute non riescono a digerire tutte le robe che vorremmo stiparci dentro
il letto a baldacchino moderno circonda i nostri sogni come sempre, due lampade modernissime turchesi a illuminarci, 
un comodino solo... 
non per me 
io ho una torre verticale di libri a cui rubare un paio di ripiani per appoggiare il necessario, sveglia crema fazzoletti cellulare 
i miei quadri sono sparsi in giro sotto l'enorme lampadario impero che ha visto Napoleone danzare con qualche sinuosa dama sotto i suoi cristalli ed era sopravvissuto benissimo sino a quest'ultimo trasloco che l'ha lasciato ferito e tutto storto e sporco
illumina gli amanti sul letto, china nera e sesso, che stupiscono i visitatori abituati a croci o madonne (come se il letto fosse sacrestia.. ma che scherziamo?? ?)
una vela ripiena di conchiglie apre una finestra al mare e l'ultima tela che ho dipinto una barca a vela blu e una donna che bacia una sirena sbadiglia attendendo la cornice appoggiata di fronte... 
una tenda recuperata da tre o quattro case fa vela la finestra, è disegnata come una foresta di nebbia bianca, specchio del parco vero che illumina di verde le finestre del salotto facendo quasi dimenticare che questa è una casa di città. la tenda scende e nasconde, tutto quel che sta ammucchiato sotto la finestra così come il letto allarga le zampe a nascondere altri misfatti.
e il resto della casa?
è ancora un turbine, di libri che rotolano dalle mensole e soprammobili nascosti, di casse che si gonfiano come rospi in corridoio sbattendo l'incauto contro le librerie, di orologi a pendolo maltrattati e candelieri di cristallo terrorizzati. La gatta miagola rinchiusa nei suoi appartamenti insieme a mia figlia che canta i suoi sogni.
la cucina è un arlecchino, piattaie quadri antichi rami pentole e papere
il salotto naviga scontroso intorno al mio angolo di studio, il paravento stiracchia le dorature cinesi e il pianoforte si annoia con il tavolino di lacca sopra le spalle
siamo ancora così tutti confusi
possibilità aperte e energie in calo
ma all'ingresso sul soffitto un cielo aborigeno mi parla della Nuova Zelanda da raggiungere e mi rende il sorriso
Enrica ancora in alto mare 




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21 settembre 2008

correndo qua e la'

ci sono giorni... 

recita la calamita sul frigo
... giorni in cui sei il moscerino e giorni in cui sei il parabrezza....
ed io che mi dissolvo in un minuto
che si espande come la schiuma da barba in ore 
di autobus fantasma e strade risuonanti di clacson
per poi rimettermi insieme sotto un fascio di radiazioni invisibili
mentre l'infermiere canta e mi minaccia 
di farmi tremolare come un budino ancora e ancora 
sino a che non sarò perfettamente allineata
centrata e concentrata
- come fare a farlo mentre intorno a te il mondo tintinna e sfrigola -
e tu sai che dovrai precipitarti nella pioggia di lì a poco 
per ritornare a casa 
e mettere di nuovo a posto libri scatoloni e altro
per poi preoccuparti dei certificati per l'ufficio
della spesa e del cesto per la biancheria sporca 
misura 30,30, 80 che finirà che te lo dovrai fare tu su misura
e mentre corri 
e corri
avevi delle rime nella testa
dei versi che borbottavano 
da qualche parte verso l'intestino
pronti a vomitarsi altrove
nel vuoto di un lavandino vita 
che ne mostri il colore sanguigno
prima di esser spazzati via insieme al calcare
e vorrei intrecciare storie come nasse
per raccogliere 
visi 
volti 
voci
ma il tempo tira i fili troppo corti 
e le mie braccia malconce non riescono a ribellarsi a dovere
e così rimando
a dopo
a quando 
a forse
a se

Enrica





permalink | inviato da riganera il 21/9/2008 alle 21:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

31 agosto 2008

Vulcaniana di ritorno

Tornata alla base

uno pensa 
torno dalle vacanze faccio il punto della situazione e riparto
Mannnoooooooooo
noooo
troppo semplice caspiterina
arrivata lunedì scorso a mezzanotte dopo aver viaggiato tutto il giorno (manco fossi andata finalmente in Nuova Zelanda invece che nelle Eolie) il martedì cosa succede?
Che mi ritrovo una casa piena di casse di libri ancora da sballare (una quarantina ancora e ho finito il posto sulle librerie) il frigo vuoto, la figlia a cui trovare urgentemente una prof per le ripetizione di greco visto che gli esami di riparazione incombono, telefonate alll'oncologa, all'avvocato, corse in banca e alla posta, analisi da fare, scintigrafia da prenotare, ecocuore idem, un appuntamento con il primario di radioterapia e una cena con gli amici.
sono arrivata in fondo alla settimana come un razzo
e la prossima settimana promette faville
per il momento vi regalo una poesia di poco conto emersa or ora

Sono andata altrove
scivolando un poco
ho lasciato vagare 
la mente fra le foglie
e le spoglie crude
di eventi lontani e feroci
la fucina di un dio
mi ha accolta con gioia
regalandomi angoli di rosa
tramonti, albe, granite
strade malconce e silenzi
mi ha risvegliato l'eco delle navi
in partenza per la realtà 
ed ora conto i granelli di sabbia nera
e rifletto sugli angoli contenuti in un sorriso


Enrica 




permalink | inviato da riganera il 31/8/2008 alle 11:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

21 giugno 2008

notizie da un soprammobile

Allora, da dove comincio?
Mi hanno cambiato la terapia, visto che quella che sarebbe da protocollo non possono farla perchè ho avuto uno shock anafilattico al farmaco, 
hanno fatto un incontro di cervelloni e mi danno un altro farmaco che mi stranisce un po'... (leggi nausea vomito dolori e debolezza)
Fra l'altro mi è andato fuori vena e come recitano le avvertenze "causa necrosi nei tessuti" 
Non voglio neppure pensare a cosa fa dentro le vene e quando arriva al resto di me.... ma quel poco che è uscito anche se immediatamente circondato da 5 iniezioni di cortisone mi ha distrutto il braccio sinistro che ora è dolente di flebite... della serie godiamo e gioiamo
Questo naturalmente mi ha mandato di nuovo in malattia visto che non si parla di prendere autobus o di reggere pesi anche minimi
Mi son fermata quindi? NOOOOOOO
Ho continuato a sistemare casa nuova (e faticosamente sta' prendendo forma) e  sono andata a Firenze ad un corso di supporto psicologico per i malati di cancro mooooltooo interessante 

in cui alla fine piangevamo tutti perchè le credenze (non quelle dei piatti ma quelle delle certezze personali) ci erano cadute addosso facendoci male come se fossero state piene del servizio buono di mamma'....

ci hanno ricostruito tutta la mappa per farci uscire dalla malattia dopo aver cancellato i vicoli ciechi e i bug del navigatore satellitare e abbiamo dovuto proiettarci nel futuro

quindi nel programma personale delle cose che vogliamo fare nei nostri prossimi  2 anni  e il mio ideale fra due anni cosa sarebbe?

TRASFERIRMI E DIVENTARE CITTADINA DELLA NUOVA ZELANDA!!!

Sono anni che rompo sul tema ma... l'Italia mi ha rotto... e si è rotta... 

lo so, è un cosa difficile (soprattutto lo è convincere marito e figlia a seguirmi) ma se non me ne vado entro due anni non potrò chiedere la cittadinanza perchè in nuova Zelanda accettano sino ad una certa età nuovi cittadini....
ma ci proverò....
per il resto delle robe spero di essere in piedi  ma temo che sino a settembre (quando dovrei iniziare la terapia radio e sarò profondamente radiosssa) non possa essere considerata affidabile 

Enrica che secondo lei aveva un raffreddore.... e invece dicono sia un tumore... ma si sbagliano è solo uno starnuto momentaneo TIE'
Fizz a tutti dalla dama provvisoriamente senza braccia stile Venere di Milo... con molti chili di troppo




permalink | inviato da riganera il 21/6/2008 alle 11:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
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